Assolo di chitarra #1

È al minuto 3.39 che comincia, dopo un testo doloroso, e da subito scava impietoso nella ferita aperta dallo stesso testo. Circa 25 secondi dopo, l’intervallo di una piccola parte vocalica serve solo ad accompagnarlo e ad aprire, in modo definitivo, il burrone che si spalanca subito dopo che la voce si interrompe di nuovo, irrevocabilmente. È questa la sensazione: precipitare in una voragine il cui fondo ci rimane invisibile e, durante la picchiata, l’urlo interminabile e ininterrotto.

L’urlo lacerante, che comincia già straziato, già quasi senza fiato fin dall’inizio dell’assolo, si vorrebbe inspirare ma non c’è tempo, bisogna continuare a gridare, con voce più potente e con tonalità più alta, sempre più su, fremente, e mentre si precipita è impossibile non scuotere incessantemente la testa, dapprima, poi le spalle e a seguire il corpo intero, quasi morsi da una tarantola, e intanto la batteria cerca di dettare il tempo quando invece sembra non riuscire a star dietro alle agili note della chitarra, che stringono, ci costringono all’angolo, la voce è poca, pochissima, e la chitarra colpisce pesante, ci dà giù duro, ormai siamo alla sua mercé, non si scappa, le note salgono ancora come una marea devastante, la frequenza aumenta impazzita e il petto si lacera, lo sentiamo doloranti, si apre di tutti i frangenti di lacrime furiose trattenute durante il testo, ed è allora, quando vorremmo raggiungere col nostro grido la nota più alta di cui siamo capaci, è in quell’istante che il fiato finisce per davvero e non c’è modo per riempire nuovamente i polmoni – non c’è mai stato: raggiunto l’acme dell’assolo il tempo tracolla, l’agonia finale della chitarra dura solo pochi secondi interdetti, e non ci consente una seconda occasione.

L’urlo che volevamo riprendere con ferocia ci muore in gola, nei fuggevoli secondi di quelle poche note di sospensione che prolungano l’affanno.

E la batteria, alla fine, ci toglie persino il diritto di ansimare.

 

 

 

Immagine in copertina: L’urlo dell’Anima, di Salvatore Malvasi

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