Chi non risica non rosica – ovvero Come ti sp(ennoilp)ollo!

Ilgiocoèvietatoaiminoripuòcausaredipendenzapatologica

Ecco come finisce la pubblicità di un sito che gestisce le scommesse sportive. In questo spot viene annunciato che si può scommettere persino sullo stesso annuncio pubblicitario (come?!) al fine di raddoppiare il proprio bonus. Peccato non venga utilizzata la formula magica “gratis”, perché altrimenti si sarebbe attivato il full-optional del pesca-brocchi che avrebbe dato ai creatori della reclame, e al sito pubblicizzato, anche il diritto di scelta sulla vita e sulla morte degli scommettitori.

Lo Stato Italiano si preoccupa dei propri cittadini-contribuenti. E quando riesce a farli diventare doppiamente contribuenti, significa che sta facendo proprio un buon lavoro. Lo Stato Italiano però è buono e premuroso. È il mammo che tutti vorremmo avere: ci fa giocare, ma con responsabilità! Ci dice che Ilgiocoèvietatoaiminoripuòcausaredipendenzapatologica, e ci esorta a giocare, perché solo giocando possiamo essere felici e tornare tutti un po’ bambini e un po’ dementi. In Italia il gioco d’azzardo è vietato, ma solo se svolto privatamente: se si gioca d’azzardo tramite i gruppi concessionari-gestori controllati dallo stato (si veda in proposito l’interessante articolo I dieci padroni del gioco d’azzardo), allora mammo ci dà il permesso di divertirci. Anzi, se non lo facciamo (responsabilmente, si raccomanda!), ci fa quasi sentire dei perdenti, degli inetti e fifoni che non sanno apprezzare il brivido del rischio, la vertigine del “chissàsevvinco”, il capogiro delle perdite che ti lasciano senza soldi per il pane.

Lo Stato Italiano prende una percentuale sul gioco d’azzardo, sì, ma lo fa nell’interesse del cittadino-contribuente. Perché almeno una parte del patrimonio personale che questi dilapida possa rientrare nelle casse statali, mai abbastanza pingui per le entrate di imposte e tasse sempre pagate dal cittadino-contribuente. Ma lo Stato non vuole – no-nnò-nnnò – che il cittadino-contribuente sperperi tutti i propri soldi nel gioco d’azzardo: per farlo desistere e disorientarlo, quindi, crea sempre nuovi ed entusiasmanti giochi da grattare. Al momento se ne contano cinquantasei (56!). Di fronte ad una cifra del genere, il cittadino-contribuente non sa dove andare a parare prima: grattini da 1, e 2, e 3, e 5, e 10, e 20 euro! Le rendite, i miliardari, gli sfiziosi, i casinò, i giocosi, i fortunelli e i passatempo: non sono panini, no, ma tanti e tanti modi per poter (farsi) grattare in tutta tranquillità.

Uniti a questi, al fine di aumentare il disorientamento e far desistere il cittadino-contribuente dallo sperperare il proprio denaro, ci sono tante macchinette colorate e luminose disseminate su tutto il territorio, che prendono solo monete, così non è possibile rendersi conto, sul momento, di quanto si sta spendendo: che pensate? lo Stato tiene alla salute del cuore del cittadino-contribuente. E poi ancora Lotto e 10eLotto, Ambetto e Superenalotto, Lotterie ed estrazioni anche ogni cinque minuti(!!!), e piogge e piogge di monete, tutte d’oro e scintillanti… aaaaahhhh! Come resistere?

E per chi non vuole farsi vedere o perdere tempo nei tabaccai, nelle sale slot o nei bar, e nemmeno nelle sale da gioco (perché di svago si tratta, non dimentichiamolo, che ci fa bene), ecco un modo tutto privato di gestire i propri soldi e giocar(si) comodi comodi direttamente da casa: le scommesse e i ricchi premi on-line. Ce n’è per tutti i gusti e in vari assortimenti. Venghino Sijori, Venghino! Giocate responsabilmente, ma giocate! Puntate pochi soldi per volta, che sennò non vi bastano per una seconda e terza ed ennesima volta, ma puntate! Tutto.

la borsa o la vita…

ma non dimenticare, caro cittadino-contribuente, di giocare con responsabilità, perché Ilgiocoèvietatoaiminoripuòcausaredipendenzapatologica

Portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c’è chi fa la patta
a settemezzo c’ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c’ha l’acqua corrente
e nun c’ha niente
ma chi me sente
ma chi me sente…

Nun te reggae più, Rino Gaetano

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2 pensieri su “Chi non risica non rosica – ovvero Come ti sp(ennoilp)ollo!

  1. Si tratta di una considerazione condivisa già da diversi anni e di un subdolo pericolo per i giovani ai quali tento spesso di evidenziarlo. Ti segnalo in proposito un articolo molto approfondito che è apparso sulla rivista “Acqua e sapone” del mese di ottobre 2014 (pagg. 36-50)

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  2. Purtroppo il pericolo riguarda i giovani e i meno giovani: ci sono padri e madri di famiglia che si giocano interi stipendi e finiscono per non avere più soldi per comprare da mangiare ai propri figli! Così come troppi anziani dilapidano le proprie pensioni nel gioco d’azzardo legalizzato. E’ una piaga sociale della quale, paradossalmente, il nostro Stato è il primo fautore.
    Cercherò senz’altro l’articolo che mi hai segnalato. Grazie!

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