Morte Accidentale – ovvero Alleniamo la memoria

Era un bel giorno per morire:

guardiani che battevano i detenuti

e avvoltoi in volo per ferire.

Se non si sapeva cosa fare

bastava inciampare casualmente

sulla stretta rampa delle scale

agognando una sacra frattura clemente.

Sortì di casa a passi ignari,

ma i fragili gradini dello sporto

si mostrarono gentili e assai bonari.

L’auto partì al primo tentativo

con pneumatici nuovi di supporto

affidabili e ancorati come un adesivo.

Sfogò allora un’accelerazione repentina

contro un muro di contenimento

ma i salvavita presenti in cabina

ottemperarono al proprio addestramento.

Frastornato, a piedi e senza arte

scelse la rotaia più in disparte

dimentica di carrozze o treni merce.

Furibondo si sporse poi da un grave ponte

e il materasso liquido sottostante

lo accolse con giubilo di schiuma salvagente.

Girovagò ancora in punta di piedi

alla ricerca di volgari risse conturbanti

ma trovò ristoro e mani confortanti.

Col tramonto alle porte tentò

la strada della sorte e dell’oblio

e incrociò solo avidi venditori di dio.

 

A quel punto decise senza fretta

di non desiderare una morte costretta

e si avviò verso casa per una via protetta.

Ma qualcuno, scorgendolo fradicio e barcollante,

si affrettò a chiamare una volante

che giunse rapida in un istante.

Alla vista degli agenti e le divise

egli motivò le speranze disattese

implorando gioia a più riprese.

Fu così che succedettero le botte

le grida i colpi e le ossa torte

perché la difesa dell’onesto cittadino

val bene se compiuta da un assassino.

E fu grazie alla pratica marziale

che seguì una vera morte naturale

a scongiurare presto un momentaneo male.

Tutti dormimmo allora sonni più tranquilli

protetti e stretti ai nostri vessilli

che riparan ciascuno dai propri assilli.

Con la gioia derivante dal dolore

di un presunto ritenuto malfattore

tornarono impassibili a cantar le ore.

E che ora né mai più si dichiari

che forza e ordine non sono peculiari

di soggetti civili, onesti e chiari.

 

In memoria di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Marcello Lonzi e di tutti coloro che sono morti grazie al solerte lavoro di agenti che vegliano costantemente per garantire l’incolumità del cittadino perbene.

 

 

Annunci

Un pensiero su “Morte Accidentale – ovvero Alleniamo la memoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...