Sfatiamo un mito

Si tende a dire (e a pensare) che le falene, così come diversi altri insetti volanti più o meno fastidiosi (leggi “zanzare”!), siano “attratti” dalla luce così come noi potremmo essere attratti da un odore succulento o da uno splendido paesaggio. In realtà le cose sembrano stare in modo alquanto differente.

La teoria più accreditata sostiene che, prima della comparsa delle illuminazioni artificiali prodotte dall’essere umano, durante i loro voli notturni le falene si siano sempre orientate grazie alla luce della Luna, posta ad una distanza tale dalla Terra che i suoi raggi luminosi arrivano sulla superficie di quest’ultima come se fossero paralleli tra loro. Sembra infatti che gli insetti sfruttino per il proprio volo l’inverso del teorema delle parallele, il quale afferma che due rette parallele formano con una trasversale angoli corrispondenti congruenti. Pertanto, mantenendo nel volo un angolo di incidenza costante con i raggi lunari e in mancanza di luci artificiali, le falene potevano essere certe di seguire una traiettoria rettilinea. Per capire meglio, guardando l’immagine sottostante, se r ed s sono i raggi lunari, l’insetto t può volare su una traiettoria rettilinea mantenendo costante l’angolo di incidenza ai suddetti raggi.

fig07

Vediamo ora cosa accade con l’illuminazione artificiale.

Come già detto, i raggi della Luna – così come quelli del Sole – arrivano sulla superficie terrestre paralleli tra loro solo perché le loro sorgenti sono poste ad enormi distanze dalla Terra. Quando invece la sorgente è vicina, i raggi si distribuiscono in maniera radiale intorno ad essa, in quanto la luce diffonde in tutte le direzioni. Le falene, imbattendosi in una luce artificiale e scambiandola per la luce lunare, adottano la stessa tattica spiegata poc’anzi, ma con i risultati che tutti conosciamo: tagliando sempre con lo stesso angolo i raggi luminosi distribuiti a raggiera, non procedono più in linea retta, bensì intraprendono un percorso a spirale logaritmica, ovvero una spirale equiangolare la cui proprietà peculiare risiede nel fatto che l’angolo α formato da una semiretta che ha origine dal centro e che taglia trasversalmente la spirale stessa è sempre uguale.

Spirale_Equiangolare

È per questo che la spirale viene ad essere la risultante del volo dell’insetto, il quale si avvolge infinitamente attorno al punto centrale finendo inevitabilmente per urtare la lampada e, in molti casi, restare fulminato. Ed è proprio grazie allo stesso principio che funzionano le lampade fulmina-zanzare: la trappola ha effetto in virtù un semplice fatto geometrico!

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